Vittorio Piccirillo

14-06-16 Emanuele Delmiglio 0 comment

Parlare di Inchiostro non è facile. Non perché le cose da dire siano poche, bensì per il motivo contrario: perché ve ne sono tantissime, ed è difficile organizzarle e confrontarle per disporle su una scala di valutazione, per stabilire una sorta di graduatoria.

Salone-del-Libro-2014-(3)

Potrei citare il modesto contributo che ho avuto il privilegio di dare alla rivista con alcuni dei miei lavori, verso i quali la redazione ha mostrato un’attenzione non comune, adottando un approccio analitico puntiglioso, sostenuto da un acuto spirito critico, ma sempre con l’obiettivo di portare ciascuno dei testi a esprimere il massimo del proprio potenziale.

Potrei raccontare dei molteplici corsi di scrittura a cui ho preso parte, soffermandomi sulla varietà e sullo spessore dei contenuti tecnici, sulla validità della metodologia e sulla professionalità indiscutibile dei docenti, costantemente padroni della materia, capaci di bilanciare con sapienza i momenti didattici e quelli ludici.

Potrei descrivere nei dettagli le sedi esterne in cui tali corsi si sono svolti, quando non sono stati tenuti direttamente in redazione. Sarteano, con le sue originali case mobili all’americana, alle porte di un suggestivo borgo medioevale. Rimini, all’interno di un albergo internazionale dotato di ogni comodità. Soave, nel contesto di un agriturismo avvolto nell’abbraccio di colline coltivate a vigneti e del centro storico di una cittadina dominata da un tipico castello scaligero.

Potrei, e in una certa misura l’ho fatto, ma non mi voglio soffermare più di tanto su questi aspetti. Molte sono le riviste che pubblicano racconti, molti sono i corsi di scrittura validi per forma e per sostanza, molte le località di interesse turistico e paesaggistico in cui tali corsi si sono svolti. Non è questo che ha reso e rende ancora oggi Inchiostro diverso, per non dire unico.

Ciò che ha distinto Inchiostro fin dal principio, e che continua tuttora a distinguerlo nel panorama editoriale, è la passione per la scrittura. Un sentimento impetuoso, travolgente, che animava il suo fondatore Giampiero Dalle Molle, e che si è propagato a tutti coloro che lo hanno conosciuto, in maniera diretta o indiretta: dai collaboratori della redazione agli autori, dai docenti dei corsi ai partecipanti.

Inchiostro per me rappresenta questo. Non soltanto il piacere vero, sincero, di leggere e di scrivere per essere letti, ma anche la capacità di diffondere tale piacere. Di trasmetterlo ad altri, e poi altri, e altri ancora.



Leave a reply