Inchiostro segnala






FAQ

Scopo di questa sezione è cercare di rispondere a tutte quelle domande che
vengono più frequentemente poste alla redazione di Inchiostro dai lettori.
La pagina, naturalmente, sarà via via arricchita di tutte le eventuali nuove domande
che perverranno alla redazione nel corso del tempo.


È davvero gratuita la pubblicazione dei lavori su Inchiostro?
Assolutamente sì. Il progetto Inchiostro è nato proprio per dare la possibilità a chiunque di
pubblicare i propri racconti e le proprie poesie senza dover sostenere alcuna spesa, al di
là del francobollo per la spedizione del materiale.
Naturalmente la scelta finale sull'eventuale pubblicazione dei lavori spetta al comitato di
lettura della redazione, ma in nessun caso vengono richiesti contributi all'autore, neppure
sotto forma di acquisto obbligatorio di copie della rivista o di abbonamenti alla stessa.

Posso pubblicare su più di un numero di Inchiostro?
Certamente sì, nel caso più racconti vengano giudicati positivamente dal comitato di
lettura. È frequente, anzi, che una stessa firma compaia su più numeri della rivista, così
come può capitare che un autore sia presente con due lavori su uno stesso numero.

Chi compone il comitato di lettura?
Il comitato di lettura è composto in parte da membri della redazione, in parte da
collaboratori “esterni”, alcuni dei quali fissi, altri che cambiano di volta in volta. Si tratta, in
ogni caso, di persone dotate di una buona conoscenza della letteratura e che leggono con
attenzione e competenza i racconti che giungono in redazione.
Su ogni numero di Inchiostro, in seconda di copertina, sono riportati i nomi dei membri del
comitato di lettura.

Come faccio ad essere sicuro che il racconto che ho inviato è stato veramente letto
dal comitato?

Per ogni racconto che giunge in redazione, eccezion fatta per i bonsai, vengono garantite
dalle tre alle sei letture da parte di altrettanti componenti del comitato di lettura, i quali
redigono delle apposite schede di valutazione (una per ogni lettura effettuata). Si tratta
di valutazioni approfondite e dettagliate, basate su alcuni parametri standard (lingua e
scrittura, trama, contenuti); è possibile in qualsiasi momento richiedere per telefono la
lettura delle schede stesse (oppure consultarle passando di persona in redazione, per chi
ne abbia la possibilità).

La scheda di valutazione è la stessa per i racconti “lunghi” e per i bonsai?
Solo per i racconti che superano le due cartelle viene compilata una scheda di
valutazione. Nel caso dei racconti bonsai, invece, per ovvie ragioni (spesso si tratta di
lavori di poche o anche pochissime righe) ci si accontenta di un giudizio sintetico e/o di un
semplice voto.

Posso inviare i miei racconti via e-mail?
No. O meglio, gli elaborati possono essere anche spediti via e-mail, ma una copia
cartacea deve in ogni caso pervenire alla redazione, accompagnata dal tagliando che
si trova a pagina 98 della rivista. È un modo di procedere piuttosto macchinoso, ma
necessario per più motivi.
Innanzitutto, il tagliando comporta la piena accettazione del regolamento di Inchiostro,
in particolare per quel che concerne la dichiarazione di autenticità del materiale inviato,
firmata dall'autore, che permette alla rivista di tutelarsi da problemi di natura giuridica
in caso di dichiarazioni non veritiere da parte dell'autore (è il caso, ad esempio, di
rivendicazione da parte di terzi su elaborati che risultassero non inediti). È vero che,
lentamente, sta diffondendosi anche in Italia l'utilizzo della firma digitale, ma al momento
l'applicabilità di tale meccanismo a questa fattispecie è di fatto impossibile.
In secondo luogo, se racconti e poesie fossero spediti solo per posta elettronica, la
redazione sarebbe costretta a stampare ogni elaborato (la lettura, valutazione e revisione
può esser fatta solo su testo cartaceo, non certo a video), il che comporterebbe oneri
insostenibili sia in termini di denaro che di tempo.
Un simile meccanismo, per quanto appunto un po’ complesso e per certi versi antiquato,
costituisce d’altra parte una testimonianza della serietà con la quale opera da sempre
Inchiostro e una garanzia nei confronti di tutti gli autori che spediscono i loro lavori alla
redazione.

Cosa implica cedere a Il Riccio Editore i diritti su un’opera letteraria?
È un modo per tutelare la rivista da eventuali contestazioni. Chiunque pubblica un proprio
lavoro su Inchiostro, cede automaticamente ogni diritto di utilizzazione dello stesso: ciò
significa che l'autore, almeno formalmente, non può farne altro uso.
In realtà, Inchiostro ha sempre acconsentito a "liberare" i diritti relativi a racconti destinati a
partecipare a concorsi e premi letterari, o a far parte di blog, siti personali o anche raccolte
antologiche di un autore.
In altri termini, se Il Riccio Editore è “costretto” ad essere rigoroso e rigido sotto il profilo
formale, ciò non significa che non si riservi di mantenere una certa elasticità dal punto di
vista sostanziale.

Posso spedire a Inchiostro lavori già pubblicati su altre riviste o inviati a premi
letterari?

Il materiale spedito a Inchiostro deve essere assolutamente inedito.
Se il racconto o la poesia partecipanti a un premio letterario non hanno vinto e non sono
comunque comparsi su antologie, raccolte, ecc., vanno considerati a tutti gli effetti inediti,
e possono quindi essere spediti alla redazione di Inchiostro.

Posso pubblicare su un'altra rivista o inserire in un’antologia un mio racconto o una
mia poesia già apparsi su Inchiostro?

No, per nessuna ragione.

Posso partecipare ad un premio letterario con un mio racconto già apparso su
Inchiostro?

In linea di principio, no. Tuttavia, Inchiostro ha spesso acconsentito, quando gli autori
ne hanno fatto esplicita richiesta, a far sì che i lavori pubblicati partecipassero a premi,
concorsi o iniziative varie, oppure fossero inseriti in antologie, in raccolte o in "curricula" da
inviare alle case editrici insieme ad altri scritti.
L'unica richiesta è che, in caso di successiva ripubblicazione del racconto o della poesia,
venga inserita, in posizione di massimo rilievo (e dunque in testa o in calce al lavoro
stesso) la seguente dicitura:
«Il racconto/la poesia “Titolo completo del racconto/della poesia” è stato pubblicato/a in
versione originale sul numero yy/anno XXXX di Inchiostro, rivista di storie e racconti da
leggere e da scrivere - www.rivistainchiostro.it
L'autore ringrazia la rivista Inchiostro, il suo direttore e Il Riccio Editore per la disponibilità
dimostrata».

Dopo quanto tempo posso considerare il mio racconto come definitivamente scartato?

Non c’è una data, fissa e inderogabile, di “scadenza”.
In linea di massima, dopo che un lavoro non è apparso su tre numeri della rivista
successivi alla spedizione dell'elaborato stesso, l'autore può verosimilmente
ritenersi "libero" anche per ciò che riguarda la cessione dei diritti a Il Riccio Editore,
formalizzata al momento della firma e della spedizione del tagliando di pagina 98.

Posso inviare i miei lavori utilizzando il tagliando di pagina 98 ricavato da vecchi
numeri di Inchiostro?

Assolutamente sì, è sufficiente indicare in modo chiaro e leggibile i titoli di tutti i lavori
spediti. Nel caso vi fosse qualche differenza o discrepanza (nei primi numeri della rivista
sul tagliando non erano presenti alcune "voci" inserite successivamente), è possibile
compiere a penna le necessarie modifiche.

Posso inviare anche più racconti e poesie utilizzando un solo tagliando?
Sì. È possibile utilizzare un unico tagliando per inviare alla redazione più racconti, oppure
– ad esempio – tre racconti “normali”, cinque poesie e un bonsai. Il tutto limiti del buon
senso, ovviamente: non è il caso di spedire tutti insieme ottanta lavori…
L'importante è indicare esplicitamente sul tagliando il titolo di ciascun elaborato (ricorrendo
anche all'inserimento di un’appendice o di una nota a parte, se dovesse servire).

In che senso "i racconti inviati dai lettori potranno essere marginalmente modificati
dalla redazione di Inchiostro in base alle esigenze della rivista, anche senza il
consenso degli autori"?

La redazione di Inchiostro si riserva la possibilità di apportare ai racconti, in fase di
pubblicazione, quelle piccole, marginali modifiche, di forma e non di sostanza, che si
rendessero indispensabili – o anche solo consigliabili – per migliorare la resa sotto il profilo
linguistico, ortografico, grammaticale, sintattico o della punteggiatura.
Possono essere interventi richiesti o suggeriti dalle “esigenze” dell’italiano, oppure volti
alla ricerca di una maggior scorrevolezza e/o comprensibilità del testo.
Nel caso si rendessero invece necessarie modifiche sostanziali, verrà comunque e
sempre contattato preliminarmente – com’è ovvio – l’autore. Nessuno, insomma, deve
temere che un proprio racconto possa venire “sconvolto” a sua insaputa.

Il mio racconto deve tassativamente rispettare i limiti delle 30 righe per 60 battute e
delle dieci cartelle massime di lunghezza?

Alcuni autori lamentano la difficoltà di mantenersi entro questi parametri anche dal punto
di vista “pratico”, soprattutto in virtù del fatto che molti programmi di videoscrittura non
consentono in maniera agevole di imporre al testo tale formattazione.
In realtà, ciò che conta è soprattutto la lunghezza complessiva del lavoro; in ogni caso, per
un’ottimale fruizione del testo, un’impaginazione basata su trenta righe di sessanta battute
ciascuna è quella che garantisce la migliore visibilità, unita alla possibilità per il revisore di
inserire note e correzioni.
Quanto alla lunghezza complessiva dei racconti, le 18.000 battute massime (pari appunto
a dieci cartelle da trenta righe per sessanta battute) vanno intese come un parametro
di massima, un ordine di grandezza cui fare riferimento, e non un limite assolutamente
invalicabile, da rispettare in modo assoluto. Nel recente passato su Inchiostro sono state
pubblicate storie anche superiori alle 40.000 battute.
È bene non abusare però di questa flessibilità: un racconto di cento cartelle (posto che
possa ancora essere considerato un racconto) non potrà mai trovare spazio sulle pagine
della rivista, se non altro perché sottrarrebbe troppo spazio ai lavori di altri autori.

I racconti della sezione "Under 12" sono scritti da bambini o, viceversa, sono rivolti
ai più piccoli?

Il titolo "Under 12" è riferito semplicemente agli ipotetici destinatari delle storie in
questione, ossia i bambini. Non ci sono, invece, vincoli d'età per quel che concerne gli
autori degli elaborati compresi in questa categoria, così come in tutte le altre sezioni nelle
quali si articola la rivista.

Come posso collaborare con la redazione di Inchiostro?
Sei il benvenuto! Puoi collaborare proponendoci le tue recensioni (sempre da concordare,
però, con la redazione, se non altro per evitare il rischio di “doppioni”) o altri articoli
destinati alle varie rubriche.
Tieni però presente che, data la natura della rivista, non è prevista alcuna retribuzione per
i pezzi inviati.
Un’altra forma di collaborazione è quella, di per sé molto più impegnativa, che prevede di
sostenere uno stage presso la nostra redazione.
Se sei veramente interessato, puoi visitare la sezione "stage" all'interno del sito oppure
contattare la redazione via e-mail o ai numeri 045/8301594 e 338/6158645.

Se decido di usufruire del vostro service letterario, che garanzia di pubblicazione
del mio manoscritto posso avere?

Nessuna. Non sarebbe serio, da parte nostra, garantire (o anche solo sbandierare come
probabile) la pubblicazione di un manoscritto che ci venga sottoposto per la valutazione, la
revisione, la correzione bozze e l’editing. Se mai lo facessimo, ci sentiremmo di prendere
in giro gli autori.
Tuttavia, il nostro service letterario, che si avvale di una specifica esperienza quasi
ventennale nel settore, può favorire in maniera sostanziale la “crescita” del testo e, di
conseguenza, far aumentare notevolmente le possibilità di pubblicazione, dal momento
che uno degli obiettivi principali del nostro lavoro di revisione è proprio finalizzato a
rendere l'opera più appetibile per le case editrici.
Per ulteriori informazioni si rimanda alla sezione "Service letterario" di questo sito.

Pensate di organizzare prima o poi un corso di scrittura on line?

No, non accadrà mai. Per quello che concerne un valido laboratorio di scrittura, Inchiostro
ritiene che debba poggiare su tre pilastri fondamentali, imprescindibili per garantire il
migliore livello qualitativo e formativo: il programma del corso, la bravura del docente
e l'interazione che si crea con, e fra, i singoli partecipanti. Elemento, quest'ultimo, che
ovviamente manca del tutto nei laboratori a distanza.
Per ulteriori informazioni sui corsi organizzati da Inchiostro si rimanda alla sezione "Corsi
di scrittura
" di questo sito.

Trovo Inchiostro anche su Facebook?

Sì: trovi Inchiostro su Facebook all'indirizzo: http://www.facebook.com/rivista.inchiostro