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Anno 15 - Numero 5/6
Dicembre 2009/Maggio 2010
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| [Rubriche | Racconti] |
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| :: Bonsai |
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| La ricerca |
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| Valter Ebagezio – San Benigno Canavese (Torino) |
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Dove poteva essere? L’aveva cercato dappertutto, aveva buttato per aria la casa, ma niente, non l’aveva trovato. Eppure, per l’intera mattinata era rimasto nella tasca del suo grembiule. In un paio di circostanze l’aveva anche sentito, mentre si chinava.
Era un bel guaio. Stranamente in casa non ne aveva altri e quel giorno era mercoledì: l’emporio, in paese, osservava il turno di chiusura. Non poteva nemmeno rivolgersi agli unici vicini e farsene prestare uno, perché non ci parlava più da quando il loro cane, un bastardino nemmeno tanto grande, si era infilato nel suo pollaio e aveva fatto scempio di galline.
Tonino stava per tornare dai campi e l’avrebbe certo sgridata se avesse dovuto mettersi la giacca ancora in quelle condizioni. Dopo cena lui doveva andare da Filippo per trattare la vendita di una partita di legname, e non poteva certo presentarsi in quello stato.
E inoltre, cosa avrebbe detto Marisa, la moglie di Filippo, che era poi anche sua cognata, dal momento che era la sorella di Tonino? Le sembrava già di sentirla, quella strega. Per un motivo o per l’altro ce l’aveva sempre con lei, e ogni volta che si incontravano non perdeva occasione per umiliarla: «Ma guarda lì Tonino com’è magro, poverino. Ma gliene fai da mangiare?». Oppure: «Certo che gliele potresti anche stirare, le camicie, a tuo marito!».
Aveva ripercorso con la mente qualsiasi spostamento, aveva rifatto la stessa strada, perlustrando a testa bassa e frugando soprattutto dove un sasso, piuttosto che qualche foglia, avrebbero potuto nasconderlo, ma invano. Si era come volatilizzato.
A meno che… Sì, ecco dove doveva essere! Era sicuramente lì. In fondo, lei ci aveva trascorso gran parte del pomeriggio, e poi era l’unico posto che non aveva ancora controllato a tappeto. Certo che individuarlo non sarebbe stato per nulla facile. E chissà, inoltre, se avrebbe fatto in tempo.
Tornò sull’aia, passò in fretta davanti al granaio e aprì con la solita fatica la porta cigolante e sbilenca che chiudeva il fienile. All’angolo opposto di quello stanzone polveroso, con un semplice battuto di cemento per pavimento, era posato il grande mucchio: riempiva quasi per intero il locale e la sua sommità arrivava a sfiorare le basse travi che, sorprendentemente, riuscivano ancora a reggere il tetto di coppi. L’aveva portata lei, lì dentro, con il forcone, tutta quella paglia, facendo una spola continua con il carro lasciato nel cortile.
Il sole era già basso, ma Tonino sarebbe stato fuori ancora per un po’, un paio d’ore almeno. La donna si convinse che forse ce l’avrebbe fatta.
Si inginocchiò vicino all’enorme cumulo color dell’oro, con il grembiule piegato sotto le ginocchia per non graffiarsi e cominciò, facendo molta attenzione, a spostare le pagliuzze, una per una.
L’ago doveva essere senz’altro lì sotto, da qualche parte.
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| Flash |
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| Chiara Reggiani – Verona |
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Non erano trascorsi nemmeno due minuti. Carlo non riusciva a capacitarsene. Era davvero passato così poco tempo? Forse, la radiosveglia era guasta. Ma, no, eccola scattare. Funzionava perfettamente, e aveva sempre spaccato il secondo.
Dunque non si era sbagliato. Terribile come, in un tempo tanto breve, le cose potessero cambiare in modo così tragico, così assoluto. “Basta un attimo”, si dice… Carlo rifletté che era proprio vero. Ormai non aveva più importanza, comunque. Era già tutto accaduto. Non c’era margine per un ravvedimento o un diverso comportamento.
Ciò per cui si era preparato così a lungo, giorni, mesi di spasmodica attesa, era finito in meno di due minuti.
Tutto ciò in cui aveva creduto, per cui si era tanto impegnato, che lo aveva coinvolto in modo così totale… andato. In meno di due minuti.
Sospirò. Incredibile come la vita, a volte…
Il rumore violento della porta che sbatteva lo sottrasse alle sue riflessioni: Rossella, la stupenda top model che Carlo corteggiava ormai da più di un anno e che finalmente aveva deciso di concedersi, era appena uscita furibonda dalla sua stanza e dalla sua vita, dopo aver scoperto che lui non era l’amante assiduo, esperto, infaticabile e conoscitore di pratiche tantriche che aveva millantato di essere.
Meno di due minuti…
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