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qualche volta, però, anche Tu mi fai arrabbiare!
Ma come? Nell’ultimo editoriale Ti avevo esplicitamente lanciato una sfida: scrivere la continuazione del racconto “Un lavoretto facile facile”, il cui inizio, firmato da Marco Moniaci, era uscito sullo scorso numero. Prosecuzione che l’autore stesso aveva del resto già abbozzata, inviandocela contestualmente all’incipit.
Il “gioco” consisteva appunto nel suggerire un finale autonomo, diverso da quello ideato dal creatore della storia. E invece… E invece, non so se per timore di un virtuale confronto, o forse perché il soggetto non Ti ha ispirato a sufficienza, oppure per semplice pigrizia estiva, fatto sta che le ipotesi che sono arrivate in redazione sono state davvero poche, e francamente di livello non eccelso. Al punto che abbiamo deciso di soprassedere con una conclusione “alternativa”, e di proporre quindi soltanto quella di Moniaci.
Tuttavia, sei ancora in tempo a “riscattarTi”: se dovessi ripensarci e spedirci qualcosa di convincente, c’è l’occasione per un “recupero” sul prossimo Inchiostro, fra tre mesi.
Proprio l’indicazione di questa scadenza mi dà modo di sottolineare un aspetto del quale, peraltro, Ti ho già parlato, ovvero l’ormai consolidato passaggio dalla periodicità bimestrale ad una “trimestralizzazione” della rivista, con la conseguente pubblicazione di soli quattro numeri all’anno.
Tale scelta, che per certi versi è stata dolorosa (il contatto stretto con chi ci legge è per noi la più efficace delle benzine, l’impulso che dal lontano 1995 ci permette di superare ogni difficoltà e di dare l’anima per realizzare un prodotto sempre migliore), è motivata in primo luogo da considerazioni di natura qualitativa.
Infatti, ci siamo resi conto che, per mantenere un elevato standard, sia per quel che concerne i racconti e le poesie inviati dai lettori, sia per quanto riguarda le stesse rubriche seguite dalla redazione – che sono andate via via aumentando di numero e crescendo nei contenuti, nonostante la loro cura sia tutt’altro che semplice – era necessario concedere un po’ più di tempo agli autori, ai collaboratori, a noi stessi.
Quello che mi preme sottolineare ancora una volta, invece, è che da questa decisione gli abbonati, che costituiscono l’autentica trave portante della nostra iniziativa editoriale, non hanno niente da temere, poiché non ci rimetteranno nulla: la sottoscrizione di un abbonamento a Inchiostro “copre” comunque sette uscite del giornale, a prescindere dalla frequenza di pubblicazione. Insomma, sette riviste sono nei patti, e sette riviste (anche se alcune, nella testata, porteranno una numerazione “doppia”) arriveranno nella cassetta della posta.
Tornando ai contenuti, se all’inizio Ti ho benevolmente “tirato le orecchie”, devo invece ringraziarTi del gradimento che ci hai espresso per l’introduzione delle due pagine dedicate all’enigmistica letteraria.
La loro ideazione e redazione è stata nient’affatto agevole, come Tu stesso potrai bene intuire. Tuttavia, proprio l’accoglienza particolarmente favorevole che ha ricevuto la nuova rubrica ha spinto il suo curatore, Claudio Giusiano, nonché il disegnatore Fred, ad uno sforzo supplementare, in modo da garantire la presenza di cruciverba, rebus e vignette già da questa uscita, senza costringerTi ad attendere la prossima, secondo la cadenza alternata che era stata inizialmente ipotizzata.
Siamo giunti ai saluti. Prima, però, desidero annunciarTi l’ultima proposta di Inchiostro sul fronte dei corsi: dopo l’ennesimo, notevole successo del Master di scrittura narrativa svoltosi a fine luglio in Toscana, abbiamo messo in calendario un altro laboratorio, sempre strutturato con la formula della vacanza-studio. Stavolta la scelta della location è caduta decisamente più a sud: ad ospitarci dal 17 al 25 ottobre sarà infatti la splendida isola di Pantelleria, per un workshop dal programma (che potrai leggere diffusamente qualche pagina più avanti) e dalle prospettive davvero stimolanti.
In attesa dell’appuntamento con il prossimo numero, che, come detto, è fissato fra tre mesi, dunque quasi sotto l’Albero.
A presto!
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