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Olimpio da Vetrego



OLIMPIO DA VETREGO
di Stefano Tonietto
1.104 pagine
38,00 euro + s.s.


“Olimpio da Vetrego – Poema comicavalleresco” è il frutto di ventisette anni di lavoro di Stefano Tonietto, professore di materie umanistiche in un liceo classico, che ha impiegato più di metà della propria vita per «produrre» 1.104 pagine, tutte immancabilmente in endecasillabi, in ottave e in rima (ordinate secondo lo schema A-B, A-B, A-B, C-C) .
Una lucida follia, quella di Tonietto, che ha portato ad un testo di straordinario valore, destinato a segnare un punto di svolta nel panorama letterario contemporaneo.
Ideale risposta “colta” ai tanti figli e figliastri di Moccia, l'opera ha sollevato l'interesse di molti addetti ai lavori e l'attenzione di alcuni grandi nomi della nostra critica.
Riprova di ciò è il fatto che in poche settimane è andata esaurita la prima edizione, ed è andata in stampa la seconda.

Nonostante la mole notevole, “Olimpio da Vetrego” scorre leggero, agile, piacevole, non disdegnando affatto di regalare alcuni esilaranti passaggi di pura comicità.
L'opera  si colloca tra il picaresco e il classico, tra il satirico alla Parini e il pastiche alla Gadda, tra la summa carnascialesca di Rabelais ed echi di Ruzante, Teofilo Folengo e Pulci, suscitando in più di un passaggio un accostamento, per nulla blasfemo, alla “Commedia”, al “Decameron” o al “Don Chisciotte”.
Il tutto rigorosamente in metrica e in rima.
Come un certo Alighieri, insomma.

Già mi sgorga di rime una fontana,
già mi s'intreccian sillabe ed accenti;
Olimpio, va'! Per la fede cristiana
combatti e vinci, e se non vinci, astienti.
L'impresa tua comunque sovrumana
propagherò, te spento, ai quattro venti».
Egli una mano volse in giù spedito,
drizzando il quinto ed il secondo dito.

Interamente concepito in ottave di endecasillabi, per complessivi sessantaquattro canti e 37.024 versi, l’“Olimpio da Vetrego” si pone come una pietra miliare, un testo destinato a segnare un punto di svolta nella letteratura italiana agli albori del ventunesimo secolo.

Armi, donne, cavalli e capitani,
diavoli e papi, santi e peccatori,
stragi e massacri e corpi fatti a brani,
principi, duchi, conti e imperatori,
genti di Cristo e popoli pagani,
vizi, virtù, pietà, gioie, dolori,
morte per aria ed acqua e terra e fuoco
io canterò; scusatemi s’è poco.


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