Nicola Benassi A piedi nudi calcare il buio terreno sotto il verde velo permettere a un filo d’erba di sfidare il tuo stupore sfilando tra le dita dei tuoi piedi
Lasciare a un insicuro scroscio bianco bagnato inarcarsi sulle palpebre abbassate sul capo reclinato alla volta, invitare le zanzare a prender vita nel banchetto della carne nel sangue succhiato
Scoprirsi corrucciati insieme alle orecchie intirizzite dal secco vento
Chiamare col nome d’una storia ogni battito d’un cuore
e comprendere che la vita la terra il cielo non son poi così diversi da uno sbadiglio, che Dio nei respiri parla a loro come a me.
Andrea Schiavon LO SPIRITO DEL GIOCO Semplici pedoni, al più alfieri, miliziani di nebbia obbediscono a regole elementari ed inflessibili senza conoscere lo spirito del gioco. Sfilano eserciti: piccole certezze divenute cruciali, difese rabbiose di cose dimenticate. Sullo sfondo paralizzato il giorno brucia un altro che si contorce e sublima come pellicola trasparente lasciando odore di nylon fuso. Giunto il momento con ghigno infame si affaccia l’animo del kapò e ricorda che la consuetudine giustifica il male (si levano calici di sabbia da una platea consenziente e dame dallo splendido collo ardono in gola di sete). Ecco, nel suo nascondiglio il Tempo concepisce solo luoghi e ciò che per destino è immobile, il Luogo, può concepire solo il Tempo, dall’alba di tutto. L’enorme gioco vive fra i due confini, poveri non comprendiamo molto di più di questo acre odore intorno. Gianfranco Curabba Alle domande, che cercano della vita dei legami lontani e nascosti. Gli esiti incerti di espedienti che chiamano passioni.
Ai silenzi della paura, della complicità, preghiera prima dell’oblio coraggio della sfida e del futuro.
Ai desideri, dannazione e rinascita del corpo, allungati dalle parole lungo le labbra incerte, chiamano forte al mondo.
Ai sogni, falsa moneta di illusioni di impotenti respiri.
A noi uomini, che di queste cose sentiamo per rinascere veri. |

